L’Eredità senza Frizzi non andrà in onda. Rai 1 ha deciso di congelare momentaneamente il game show campione d’ascolti della fascia preserale. Da lunedì 26 marzo, giorno della morte del grande conduttore televisivo, il programma è fermo ed è sostituito da Techetechetè. La sensazione che trapela è che nell’immediato L’Eredità non andrà più in onda fino a fine stagione. Difficile trovare qualcuno che abbia il “coraggio” di proseguire la trasmissione prendendo il testimone dell’amato Fabrizio. Neppure l’amico Carlo Conti, impegnato oltretutto con il ritorno della Corrida (da fine aprile su Rai 1).

L’Eredità senza Frizzi: al suo posto Techetechetè

Con le sue 3840 puntate, L’Eredità è il quiz più longevo nella storia della tv italiana. Trasmesso la prima volta il 29 luglio del 2002, il game show di Rai 1 ha visto avvicendarsi al suo timone Amadeus (dal 2002 al 2006), Carlo Conti (dal 2006 al 2015) e infine Fabrizio Frizzi. Nel corso delle sue sedici stagioni, si è confermato giorno dopo giorno uno degli appuntamenti televisivi più attesi per milioni di italiani. Tutto questo fa pensare che, anche in termini pubblicitari, Rai 1 non possa rinunciare a un programma tanto seguito in un orario così strategico. Difficile, allo stesso tempo, credere a un ritorno di Conti o Amadeus adesso.

L'Eredità senza Frizzi
Cosa sarà di L’Eredità senza Frizzi?

L’Eredità 2018: futuro a rischio?

Esclusa l’idea di un ritorno anticipato di Reazione a catena (l’edizione 2018 partirà il 4 giugno: impossibile concludere prima i casting con autori e regista impegnati ad Avanti un altro), una delle opzioni avanzate è quella di spostare Zero e Lode nello spazio lasciato dal quiz di Frizzi. Adattando durata e formula del gioco condotto da Alessandro Greco al posizionamento nel preserale. Mossa rischiosa, come quella di introdurre un nuovo format. Staremo a vedere.

Nonostante nelle ultime settimane non stesse bene, Frizzi aveva proseguito a registrare puntate del programma per portare gioia e spensieratezza al suo pubblico. Regalando momenti di grande emozione come l’abbraccio al giovane campione Andrea Saccone. È questa la sua eredità (nel vero senso del termine) e, in caso si prosegua, sarà tramandata così.

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