La nomina di Lino Banfi in commissione Unesco ha scatenato battute, sorrisi maliziosi e un vespaio di polemiche. Il comico pugliese è stato nominato dal Movimento 5 Stelle per questo ruolo importante e annunciato durante l’evento di presentazione del reddito di cittadinanza.

“Ne approfittiamo – ha detto il vice-premier Luigi Di Maio – per dare una notizia all’Italia che a me riempie di orgoglio: abbiamo individuato Lino Banfi perché rappresenti l’Italia nella commissione italiana per l’Unesco. Abbiamo fatto Lino Banfi patrimonio dell’Unesco”.

Lino Banfi in commissione Unesco: le reazioni

Banfi, che ha recentemente commosso il pubblico televisivo per le sue rivelazioni private sulla moglie con l’Alzheimer, ha commentato con la consueta ironia questo importante incarico.

“Conte è corregionale mio, è romanista come me, ed è presidente del Consiglio”, ha scherzato l’attore, già ambasciatore Unicef. “Quando mi hanno chiamato, ho detto: ‘Che c’entro io con la cultura?’. In questi casi rappresentanti all’Unesco si sono fatte con persone che si sono laureate, che conoscevano la geografia, le lingue. Io voglio portare il sorriso ovunque, anche nei posti seri”.

Lino Banfi in commissione Unesco
Lino Banfi e Luigi Di Maio (foto: Instagram @luigi.di.maio)

Lino Banfi schiaffi all’opposizione

Il Nonno Libero della tv, 82 anni, non ha mai nascosto il proprio apprezzamento per il governo giallo-verde. La scorsa estate Banfi era apparso su Instagram a pranzo con Di Maio. La foto era accompagnata dalla frase: “Pausa pranzo con un ospite di eccezione”.

“Questo “raghezzo”, è bene che si sappia, mi volle conoscere già prima delle elezioni”, ha detto Banfi del ministro dello sviluppo economico. “Mi si presentò il giorno del mio compleanno a luglio, in una orecchietteria con un mazzetto di fiori. Potrebbe essere mio nipote come età, ma lui quando parla da solo ha 32 anni, quando parla con Conte e Salvini sembra ne abbia 55… e non so come fa”.

“A me Di Maio disse: ‘Non me ne frega niente per chi voti, ma io ti devo questo tributo, perché hai fatto sorridere tre generazioni’”, ha concluso l’attore.

Sui social, si sono subito sprecati i commenti. Tra un “una parola è troppa e due sono poche” e un “Ma non era meglio Edwige Fenech?”, in tanti si domandano se le prossime nomine saranno Jerry Calà all’OMS e Pippo Franco all’ONU. E molti già immaginano, in caso di discussioni accese in commissione, una reazione come quella nella celebre scena di Vieni avanti cretino.

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