Luigi Tenco moriva 50 anni fa. Era il 27 gennaio del 1967 e uno dei cantanti più amati dell’immaginario popolare italiano si toglieva la vita suicidandosi durante il Festival di Sanremo, al quale aveva partecipato presentando la canzone “Ciao amore ciao”. Un personaggio appassionante e scomodo, sempre in grado di rappresentare il malessere con una sorta di doloroso e poetico distacco.

Luigi Tenco moriva 50 anni fa
Luigi Tenco

Tante le celebrazioni per questo triste anniversario. Aldo Colonna, già autore di racconti e poesie e assistente alla regia di Mario Monicelli per Il male oscuro, ha ripubblicato il 25 gennaio con il marchio della Bompiani la biografia che nel 2002 aveva dedicato al cantautore di Cassine. “Vita di Luigi Tenco” fa emergere dettagli finora sconosciuti come la figura di Valeria, donna legata sentimentalmente e segretamente a Luigi da cui aspettava anche un figlio.

Luigi Tenco moriva 50 anni fa

Tra le rivelazioni dell’autore spicca anche quella secondo cui il biglietto di addio del cantante, trovato vicino al cadavere, fosse in realtà apocrifo. Quando la polizia arrivò sulla scena del delitto, non c’era alcun biglietto né sul referto della scientifica venne mai menzionato. Inoltre, la parola “gioco” – rilevata sul calco del biglietto – sarebbe compatibile con la volontà di Tenco di denunciare l’indomani il “gioco” delle scommesse clandestine che avvenivano attorno alle canzoni partecipanti a Sanremo. Un ruolo centrale potrebbe essere stato quello di Lucien Morisse, l’ex marito di Dalida, discografico legato al clan dei marsigliesi che riteneva Tenco pericoloso.

Tra i libri che escono per il cinquantenario anche “Forse non sarà domani. Invenzione a due voci su Luigi Tenco” dello psichiatra Gaspare Palmieri e del giornalista e sociologo Mario Campanella, con interviste inedite a Francesco Guccini, Giorgio Antonucci, Giuliano Di Bernardo e Donatella Marazziti. “Luigi Tenco” di Michele Piacentini, invece, è scritto dal portavoce della famiglia, che ripercorre le passioni e i successi del cantautore. Mentre il ministero dello Sviluppo Economico lo celebra con un francobollo, stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato con una tiratura di 800mila esemplari.

Anche un fumetto dedicato al cantautore

Infine, Leila Marzocchi, fumettista e illustratrice bolognese, ha ricordato Tenco con una graphic novel pubblicata dal Corriere della Sera. “Sanremo 1967. Ciao Luigi ciao” lascia da parte le tesi e i complotti. Ci ricorda come omicidio o suicidio che sia (Raiteche ha postato online soltanto ora la serata finale del Sanremo 1967), “la morte di Tenco divenne un simbolo, un dito puntato contro la superficialità e la leggerezza di un’Italietta conservatrice, allergica all’esercizio del pensiero e del gusto”.

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