L’uomo che uccise Don Chisciotte “è un nuovo inizio”. Parola di Terry Gilliam, regista del film che porta finalmente al cinema il classico di Cervantes. Interpretato da Jonathan Price e Adam Driver, il suo pastiche utopico e visionario esce nelle nostre sale il 27 settembre dopo il passaggio al Festival di Cannes.

Le peripezie produttive e le sfortunate vicende che hanno caratterizzato questo adattamento, cullato per trent’anni e culminato nelle sventure raccolte nel documentario Lost in La Mancha, sono ormai alle spalle. Grazie ad una co-produzione paneuropea (ci sono dentro soldi francesi, spagnoli, belgi, inglesi e portoghesi), l’ex Monty Python ha avverato il  suo desiderio.

L’uomo che uccise Don Chisciotte, trama rivisitata

Driver diventa il fulcro del racconto. Il giovane attore californiano è Toby, regista arrogante ed egocentrico che ha raggiunto il successo dirigendo un Don Chisciotte giovanile, suo film  di diploma. Per protagonisti usò gente presa dalla strada, tra i quali il ciabattino Javier (Jonathan Pryce) per la parte del Cavaliere dalla triste figura. Sono passati tanti anni da quel piccolo film e Toby ha venduto etica e aspirazioni nel nome del vile denaro.

L'uomo che uccise Don Chisciotte

In Spagna per le riprese di una campagna pubblicitaria, ritorna sui luoghi del suo esordio e in quello stesso paesino, ritrova Javier. Il ciabattino non interpreta più Don Chisciotte: è Don Chisciotte. E crede davvero che il regista sia il suo Sancho Panza. La strana coppia si rimette così all’avventura tra sogno e realtà, il primo alla ricerca di Dulcinea e del senso dell’onore perduto, il secondo di Angelica (Joana Ribeiro) e di quegli ideali andati in fumo.

“I grandi film raccontano sempre i sogni, i conflitti tra realtà e fantasia. Don Chisciotte è il sognatore, Sancho il realista. Oggi film come gli Avengers hanno soltanto la fantasia, mentre quelli realistici sono tali perché non possono permettersi tanti soldi”, dice Gilliam.

A proposito di ispirazioni, frustrazioni e riferimenti autobiografici, il regista spiega: “Ho letto il libro di Cervantes la prima volta nel 1989. Pensavo fosse impossibile dirigerlo perché è un romanzo così ricco e gigantesco. La sceneggiatura originale raccontava gli ultimi fuochi di uomo che ha tanti rimpianti. Con il tempo, quella bozza è cambiata e ho maturato l’idea del film nel film. D’altronde quando si ha così tanto tempo a disposizione si lavora meglio perché non ti annoi. Sono un mistico e penso che il film a un certo punto si sia scritto da solo”.

L'uomo che uccise Don Chisciotte Terry Gilliam

Terry Gilliam: Don Chisciotte è un film sull’importanza del cinema

Come suggerito sin dalle prime immagini del trailer, Gilliam riesce ad essere divertente e triste, sgangherato e folgorante, fantasmagorico e malinconico. Tra manager boriosi (Stellan Skarsgård) e mercanti russi di vodka (Jordi Mollà), migranti marocchini e musulmani spagnoli (Sergi López e Rossy de Palma), escort e gitani magici, L’uomo che uccise Don Chisciotte è diventata un’opera che racconta “ciò che i film fanno alle persone”, il loro potere di “ucciderli” o “renderli pazzi”. Toby è “un uomo di talento che tradisce il suo talento per i soldi. È come la storia di Frankenstein: è colpevole e sente questo senso di colpa”.

“Tutte le persone ragionevoli mi dicevano di mollare, di lasciar stare. Ma io non sono ragionevole e sono andato avanti”, ammette Gilliam. Il suo è un atto d’amore nei confronti del cinema e della sua importanza perché “tanti registi non accettano la responsabilità e gli effetti del loro lavoro sul pubblico”. Lui ha voluto abbracciare il fallimento (“È davvero importante nella vita”) e la tristezza si palesa dietro il suo sorriso: “Ora la mia vita è vuota, sono un morto vivente”.

L’uomo che uccise Don Chisciotte, uscita Italia il 27 settembre

“Questo film – ammette candidamente – si è fatto da sé ben prima che fossimo sul set: per l’arte bisogna soffrire. Chisciotte è pericoloso, e io sono diventato come lui che si avvicina alla morte: ma ho fallito anche in quello”. A “salvarlo” sono stati i suoi collaboratori storici e gli attori che hanno partecipato al film, Jonathan Pryce e Adam Driver su tutti. “Adam l’ho conosciuto in un pub di Londra, non avevo mai visto un suo lavoro. Era diverso dal personaggio che avevo immaginato: non sembra una star del cinema. È una persona normale, non si muove né si comporta come un attore”.

L’uomo che uccise Don Chisciotte è dedicato alla memoria di altri due giganti che oggi non ci sono più: Jean Rochefort e John Hurt. Cosa ci sarà dopo questo film? “Non lo so”, risponde serafico Gilliam. “Amo disperatamente i miei sogni perché la vita a volte può essere noiosa e ripetitiva”.

Distribuito da M2 Pictures, L’uomo che uccise Don Chisciotte è al cinema dal 27 settembre.

L'uomo che uccise Don Chisciotte Terry Gilliam

Commenti