La rivedremo – insieme a Fedez, Levante e Manuel Agnelli -tra i giudici X Factor 2017 per la prima volta dal 2010, pronta più che mai a bacchettare i partecipanti e accompagnarli nel loro cammino artistico, ma sapevate che, dietro la sua attitudine scherzosa, burbera e severa, Mara Maionchi giocava d’azzardo? E il motivo è molto più complicato di quanto sembri…

Mara Maionchi giocava d’azzardo per vendicarsi di quello che le faceva suo marito

Intervistata dal settimanale Grazia, la celebre produttrice discografica ha inizialmente parlato delle sue insicurezze prima di ributtarsi in questa nuova edizione del talent show: “Mi sono chiesta: ‘Sarò ancora capace?’, i tempi cambiano, è cambiato il mondo della musica. Ma la leva è stata il pensiero di aiutare questi ragazzi. Non sono immune da errori, anzi nella vita ho fatto più sbagli che cose fatte bene. Ma nella realtà, il difficile è tornare. Perché, avendo lasciato un buon ricordo, rovinarlo dispiacerebbe“.

mara maionchi giocava d'azzardo

Proseguendo nella conversazione, è spuntata la storia (molto personale) del suo matrimonio con Alberto Salerno, al quale è legata dal 1976. In un libro autobiografico scritto a quattro mani dalla coppia (e intitolato “Il primo anno va male, tutti gli altri sempre peggio“) era già stata narrata l’infedeltà di suo marito.

Quello che però è venuto fuori per la prima volta, è stato il dettaglio allarmante che Mara Maionchi  giocava d’azzardo proprio per rispondere (o in un certo senso “punire”) questi tradimenti: “Non riuscivo a controllarmi, perdevo somme importanti, facendo danni anche a lui. Il tradimento non è solo il colpo di testa di una sera, ci sono tanti modi di tradire, anche far credere di essere una persona perbene“.

La storia della produttrice 76enne, pronta ad una nuova avventura  in TV

La sua storia familiare è piena di storie di donne molto intense, la 76enne si sente enormemente figlia di queste generazioni: “Diciamo che quelle di casa mia sono sempre state donne fuori dagli schemi. Mia nonna si è separata nel 1904 da un uomo che non era un esempio di santità. Anche le mie zie erano particolari. La zia Anita, poi, cugina di mamma, non si è mai sposata e ha sempre lavorato. Era lesbica, ma la cosa non ci ha mai suscitato grande impressione. Era normale. Trovo se mai più rivoluzionario che si fosse iscritta al Partito Comunista nel 1918“.

 

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