Mogol sostiene Salvini o, più precisamente, la Lega, nella proposta di modifica dei palinsesti radio: chiedere alle stazioni di trasmettere almeno un pezzo italiano ogni tre stranieri. Questa richiesta è stata avanzata subito dopo il Festival, in coda – probabilmente – alla chiacchieratissima vittoria di Mahmood a Sanremo, ed ha scatenato più di una polemica.

Se Mogol sostiene Salvini e la Lega nella proposta alle radio nazionali

Ritornato da poco sulle scene con la sua partecipazione ad Un’avventura, il film-musical con le canzoni di Lucio Battisti, il celebre autore italiano ha voluto dire la sua rispetto all’esigenza di riservare più spazio alle “opere di autori e di artisti italiani e incise e prodotte in Italia” e, in generale, una percentuale di un minimo di 10 per cento dedicata agli artisti emergenti nostrani.

Mogol sostiene Salvini ed il suo partito in qualità di presidente della Siae, e lo fa attraverso una lettera ai suoi associati: “L’argomento è ampio e complesso – scrive Giulio ‘Mogol’ Rapetti – ed è stato già affrontato in passato con diverse proposte, tra cui quella avanzata dalla Fimi nel febbraio 2016 che chiedeva di garantire il 20 per cento della programmazione radiofonica alle opere prime e seconde di artisti italiani e con l’intervento nel novembre 2017 dell’allora ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che in apertura della Milano Music Week parlò della possibilità di prevedere quote di obbligatorietà di trasmissione della musica italiana grazie ad alcune norme introdotte nella nuova Legge dello spettacolo“.

In questo contesto, quindi si delinea la proposta della Lega rispetto alle emittenti radiofoniche. Va detto, senz’altro, che ormai i canali di fruizione della musica non possono essere più identificati solo nelle radio, motivo per cui la proposta ad alcuni è sembrata quantomeno limitata, ‘sovranista’ e arretrata. Guardando ai dati delle piattaforme di streaming musicale, infatti, viene fuori che nello scorso anno 29/30 artisti più venduti sono italiani, e nella top ten dei pezzi più venduti (che inclusi però anche su Spotify e simili, così come in download) sono presenti solamente 3 canzoni di artisti internazionali.

mogol sostiene salvini

Il presidente della SIAE però non si basa su queste stesse premesse: “In base invece ai nostri dati medi di ripartizione dei diritti d’autore, relativi al periodo 2010-2017, su dieci stazioni radiofoniche soltanto quattro rispetterebbero la soglia del 33 per cento della proposta di legge dell’onorevole Morelli. Tale iniziativa avrebbe dunque un impatto positivo sul mercato radiofonico italiano, generando maggiori introiti in diritti d’autore e in diritti connessi e contribuendo ad aumentare la quantità di musica prodotta in Italia. Come sapete, promuovere la musica italiana significa infatti sostenere l’industria culturale del nostro Paese e quindi le tante persone che ci lavorano“.

L’appello dell’autore musicale

La lettera di Mogol si conclude così: “Per questo motivo chiedo a tutti voi di contribuire a questa battaglia per la valorizzazione della nostra musica nelle radio. Qualsiasi vostra iniziativa sarà preziosa affinché si affermi il principio che la musica italiana fa parte del nostro patrimonio culturale e in quanto tale va valorizzata e difesa“.

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