Perché Despacito ci entra in testa? Il tormentone dell’estate 2017, il cui video ha superato i 2 miliardi di visualizzazioni su YouTube, è una maledizione per tante persone. Un motivetto che penetra nel cervello e fa fatica ad uscirne.

Che possa piacere o meno, il suo successo è clamoroso. Il singolo di Luis Fonsi e Daddy Yankee trasmette in maniera contagiosa il movimento, la danza e il ritmo latinoamericani. Ma è stato capace di spopolare negli Usa quanto in Europa. Non era mai capitato che una canzone spagnola raggiungesse la vetta della classifica inglese.

Perché Despacito ci entra in testa
Luis Fonsi e Daddy Yankee

Anche in Italia, il brano è diventato un’ossessione. Ha vinto sei dischi di Platino. La partecipazione di Fonsi ai Wind Music Awards ha fatto passare in secondo piano persino Vanessa Incontrada criticata per il suo outfit.

Ora pure la scienza si è interessata al fenomeno. Jessica Grahn, dottoressa della Western University del Canada, ha spiegato a BBC Mundo che “la musica attiva aree del cervello collegate al suono e ai movimenti, ma anche alle emozioni”. Secondo Grahn, le canzoni che più ci piacciono sono quelle che generano maggiore comunicazione tra le aree del cervello legate al suono e alle emozioni.

Perché Despacito ci entra in testa? Ecco la risposta

Dietro Despacito, non c’è alcuna formula magica, ma semplicemente certi elementi che funzionano come una sorta di “caramella” per la nostra mente. Il primo fattore è il ritmo, che più semplice e coinvolgente è, più riesce ad aumentare l’attività della zona del cervello collegata al movimento, anche se si sta completamente fermi.

Il secondo fattore è l’imprevedibilità. Lo illustra il produttore Nahum Garcia. “Il modo in cui il ritmo viene imprevedibilmente interrotto prima del ritornello è geniale”, ha spiegato. Questo “trucco” capace di stimolare il cervello è molto raro, specie nella musica pop. “Ormai ho la noia a forza di ascoltarla, ma devo ammettere che è un brano molto ben fatto”.

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