Inizia stasera alle 21.20 il vecchio/nuovo show di Grillo in Rai che sta facendo infiammare il web. Il ritorno del comico – che nel 2009 ha fondato il Movimento 5 Stelle – è stato annunciato come quello di «uno dei grandi personaggi della tv italiana».

L’iniziativa prevede una serie di appuntamenti ‘monografici’ dedicati alla sua carriera, e qualcuno ci ha visto lo stesso intento di Adrian, la serie su Celentano che ha sollevato non poche critiche per il livello di auto-referenzialità presente nella narrazione.

Se poi ci mettete che i nuovi dirigenti Rai nominati di recente e appartenenti ai sostenitori del nuovo governo hanno anche svelato un dettaglio economico sul compenso a Grillo, la polemica è servita…

Bufera sullo show di Grillo in Rai – Da stasera su Rai Due alle 21.20

Il programma di Grillo in Rai, infatti, è stato realizzato dagli autori Marco Giusti, Luca Rea, Stefano Raffaele, e Roberto Torelli utilizzando spezzoni e clip di repertorio estrapolati dai vecchi spettacoli del comico: «Non c’è nessun tipo di contratto né compenso per Grillo, né per gli altri protagonisti del nuovo format», si legge infatti in una nota ufficiale diffusa dall’azienda diViale Mazzini. Tuttavia, un’altra fonte (Adnkronos) avrebbe invece affermato che “C’è Grillo” (questo il nome dello show) costerebbe in realtà più di 30mila euro per via dei diritti della «Marangoni spettacoli», cioè l’agente di Beppe Grillo.

grillo sulla rai

Una prassi piuttosto comune per questo genere di trasmissioni – anche per Celentano la Rai si è regolata così, pagando i diritti del materiale protetto da copyright delle sue creazioni. Teoricamente nessuna anomalia nel sistema, se non quella che – come molti spettatori fanno notare – i soldi dei ‘contribuenti pubblici’ che pagano il canone della TV di stato contribuirebbero indirettamente a finanziare un leader di un partito politico.

Sostenitori e detrattori: spunta anche il PD

Ecco perché c’è chi sostiene pienamente che bisogna «tenere il televisore acceso su Rai Due anche se non siete in casa» e chi invece attacca apertamente la decisione di Mamma Rai. Tra cui Roberto Morassut, esponente del PD: «Sono cose da Repubblica delle banane. Ricordo a Grillo che 30mila euro è lo stipendio annuo di un impiegato comunale. Lui lo prende in una botta sola perché è un capo politico. Tria deve spiegare».

 

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