Milena Gabanelli sul crollo di Ponte Morandi a Genova ha le idee chiare: c’è un legame tra la tragedia accaduta nella città ligure e il boom dei trasporti pesanti. Nelle ore immediatamente successive al disastro costato la vita a 35 persone, la giornalista tv, ex volto di Report, ha pubblicato un vecchio articolo di Dataroom (il suo nuovo spazio su Corriere Tv) sul collegamento tra il crollo dei viadotti e la concorrenza dei tir polacchi.

Milena Gabanelli sul crollo di Ponte Morandi a Genova

Sulla pagina del Corriere di Dataroom, il servizio sottolinea la relazione tra l’innalzamento del costo dei carburanti, le nuove normative europee sulla guida degli autotrasportatori (che non possono guidare per più di 4 ore e mezza consecutive), i bassi costi del lavoro delle industrie di trasporto polacco e la tenuta dei ponti e dei viadotti sulle strade italiane. Secondo l’approfondimento fornito da Gabanelli, le infrastrutture italiane sono vecchie e i lavori di consolidamento sono sempre in ritardo e, quindi, non sono in linea con le richieste del mercato.

Milena Gabanelli sul crollo di Ponte Morandi a Genova
Milena Gabanelli (foto: Twitter @anis_epis)

Ponte Morandi Genova, il report di Milena Gabanelli

Per contrastare la concorrenza polacca (il costo orario dell’autotrasporto di un mezzo italiano è di circa 24 euro, mentre quello di un tir polacco è di circa 10 euro all’ora) e i costi del carburante sempre più alti, i camionisti sono costretti a sovraccaricare i mezzi per effettuare meno viaggi. Da qui il fatto che sulle strade si riversano mezzi sempre più pesanti che metterebbero a dura prova ponti e strade. “I viadotti però – si legge nell’articolo – sono sempre quelli degli anni Settanta, ma nessuno ha provveduto a rinforzarli, perché non esiste un monitoraggio sulle ricadute delle leggi e fenomeni di mercato”. Gabanelli, recentemente al centro delle polemiche per alcune affermazioni contro la Rai, forniva questa ipotesi il 6 marzo scorso.

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