Avevamo già parlato della Blue Whale come Black Mirror, Battle Royale o qualche altro film particolarmente dark: la tragica catena di suicidi che sembrava essere diventata così popolare in Russia, al punto da aver causato centinaia di giovani morti, è stata mostrata nel famoso servizio de Le Iene sulla Blue Whale presentato da Matteo Viviani – che però di recente è stato smentito.

Smentito il servizio de Le Iene sulla Blue Whale Challenge: cosa c’era di vero?

Un gruppo di videomaker chiamato  Alici Come Prima ha, infatti, lanciato una piccola inchiesta in cui mostrano – in maniera chiara e perfettamente riscontrabile – come tutti quei video disturbanti mostrati da Le Iene non fossero riconducibili ai ragazzini russi, e come alcuni fossero addirittura falsi, scherzi di adolescenti che avevano simulato un suicidio per creare il caso su internet.

A quel punto la redazione del programma satirico di Italia Uno si è trovata spalle al muro, e Matteo Viviani ha dovuto ammettere: “Me li ha girati una tv russa su una chiavetta e ammetto la leggerezza nel non aver fatto tutte le verifiche, ma erano comunque esplicativi di quello di cui parlava il servizio”.

Le clip mostrate per accompagnare la narrazione de La Iena, infatti, appartenevamo a casi di cronaca molto diversi tra loro (due ragazzi tossicodipendenti, un operaio in cina) e non erano – come invece sembrava dal servizio de Le Iene sulla Blue Whale Challenge – elementi comuni di questo strano gioco in cui i ragazzini vengono sfidati a compiere sfide sempre più tremende, per poi essere condotti al suicidio.

servizio de le iene sulla blue whale

Viviani però si difende: “Era solo il punto di partenza, cambiava qualcosa se mettere una voice over di 4 secondi in cui dicevo che quei video non erano collegati al Blue Whale?“. Quello che il presentatore ci tiene a sottolineare è che, se pure quel materiale video non era direttamente collegabile ai casi in Russia, il pericolo della Blue Whale esiste, c’è davvero un meccanismo malato che minaccia gli adolescenti e li soggioga verso un destino terribile:

I video mostrati agli spettatori non erano attendibili, ma l’inviato de Le Iene si difende dalle accuse e riporta l’attenzione sul pericoloso fenomeno:

Ieri sono andato in una classe e ho chiesto quanti conoscessero il Blue Whale prima del mio servizio. La metà degli alunni ha alzato la mano. Noi adulti ignoriamo parte del web, specie quella popolata dai giovanissimi. La polizia ha salvato una ragazzina che era quasi al cinquantesimo giorno del gioco, quindi aveva iniziato prima della puntata.”

L’inviato chiude l’intervista con una frecciatina al team di Alici come Prima, che ha realizzato il video di smentita, e ai media che hanno incalzato la notizia attaccando Le Iene: “Cercare le debolezze nel servizio con titoli tipo “Le Iene incastrate nella loro falsità dal web” abbassano l’allerta su questo fenomeno che, secondo me, è anche più grave di come l’ho raccontato.

Insomma, per Matteo Viviani la pericolosa challenge esiste, è reale e va tenuta sotto controllo.

servizio de le iene sulla blue whale

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