È bufera sui nuovi spot del Buondì Motta. Una pubblicità “alla faccia di tutte le mamme scettiche”. La protagonista è una madre di famiglia che prepara la colazione in giardino alla figlia sorridente. Quando la bambina le chiede qualcosa di leggero e al tempo stesso goloso e invitante, la donna le spiega che non esiste una colazione così. “Possa un asteroide colpirmi se esiste”. Ed ecco il meteorite frantumarla in mille pezzi.

spot del Buondì Motta
La bimba degli spot del Buondì Motta

Non contenti, i creativi dell’agenzia Saatchi & Saatchi hanno alzato ulteriormente l’asticella. Cavalcando il registro pungente, ironico e sopra le righe del brand del gruppo Bauli, hanno realizzato una seconda pubblicità in cui diventa protagonista il padre. Una vera e propria famiglia di testardi: un asteroide “un po’ più infuocato” di quello che ha colpito la moglie, arriva preciso a punire lo scetticismo dell’uomo.

La nuova campagna pubblicitaria è un ulteriore step che rafforza e dà continuità alla nostra comunicazione sul brand e sulla gamma Buondì, con un tono e un linguaggio che mescola leggerezza, umorismo e ironia”, ha spiegato Alberto Raselli, responsabile della comunicazione del gruppo. Ma non tutti la pensano così.

Gli spot del Buondì Motta nella bufera

Molti utenti hanno usato i social network per scagliarsi contro la campagna. “È orrenda, irreale”, scrive una mamma. “Far parlare con una frase così costruita la bambina e la madre incenerita da un asteroide non fa sorridere nessuno, anche se dotato di grande ironia”. Molti bambini, secondo i racconti riportati sulla pagina Facebook Bauli, sono rimasti colpiti dal finale “violento” e alcuni si sono messi anche a piangere.

Tra i molti commenti c’è anche chi ha apprezzato lo spot, ironico, dissacrante e coraggioso. Una boccata d’aria fresca rispetto alle solite famiglie perfette e felici delle pubblicità. Contro la campagna, si è schierata l’Aiart, l’associazione cattolica dei telespettatori, che ne ha segnalato il “cattivo gusto” all’Agcom e alla Rai. Non è la prima volta che uno spot suscita reazioni del genere. Basti pensare al “politicamente scorretto” delle pubblicità Vigorsol o alle diatribe sollevate recentemente dallo spot di Costa Crociere o da quello Rai contro la violenza sulle donne.

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