Ha sollevato un polverone lo spot Rai contro la violenza sulle donne. Lanciato in occasione del 25 novembre – la Giornata internazionale istituita dall’Onu per contrastare il femminicidio, ricordare le vittime, combattere le ingiustizie sul lavoro e ottenere la parità dei salari – il video ha finito per avere un effetto boomerang. Nella clip ci sono tanti bambini che raccontano cosa vorrebbero fare da grandi, mentre è proprio una bambina a chiudere il video.

Una scelta che non è piaciuta al network di attiviste Rebel. “Quel finale rappresenta uno stereotipo di predestinazione, contro cui da sempre i centri antiviolenza si battono”, hanno scritto. “È in contrasto con la lotta alla cultura violenta perché la violenza non è un destino, né per chi la agisce né per chi la subisce, è un problema culturale che si vince crescendo nel rispetto reciproco e nella condivisione delle differenze”.

Critiche allo spot Rai contro la violenza sulle donne

Le associazioni Udi, Dire e Io decido, che promuovono la manifestazione del 26 “Non una di meno”, hanno indirizzato una lettera aperta a Monica Maggioni, presidentessa della Rai. “Lo spot utilizza una bambina per dire a lei e alle sue coetanee che le toccherà una delle sorti più dolorose e difficili che possa toccare a una donna. Ma la violenza sulle donne non è un destino, non è una condanna, non è inevitabile”, si legge. “Il vostro spot dà invece per scontato che almeno una bambina da grande sceglierà un uomo violento per marito, che non saprà mettersi in salvo per tempo né chiedere aiuto, che non potrà scegliere la sua vita e il suo destino, che sarà picchiata e finirà in ospedale”. Ecco il video della discordia.

 

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