Striscia la Notizia critica Flavio Insinna a L’Eredità e la scelta del direttore di Rai 1, Angelo Teodoli. L’attore e conduttore romano raccoglierà il testimone di Fabrizio Frizzi e Carlo Conti. Nella stagione 2018-2019, sarà lui a presentare il game show del preserale dell’ammiraglia Rai. Una decisione che ha fatto molto discutere dopo lo scandalo dei fuori onda di Affari tuoi, il gioco dei pacchi che Insinna ha condotto per otto anni. In quell’occasione, il pubblico televisivo ebbe modo di conoscere una versione inedita di Flavio, che proprio non si aspettava. Quelle registrazioni furono trasmesse dal tg satirico, che è tornato alla ribalta dopo l’annuncio ufficiale di Insinna a L’Eredità.

Striscia la Notizia critica Flavio Insinna a L’Eredità

È stato Angelo Teodoli a tirare in ballo Striscia. Anticipando i palinsesti della prossima stagione, il direttore di Rai 1 ha detto: “Flavio è un ottimo professionista, un grande intrattenitore, ha dato molto alla Rai. In tutti i programmi a volte accadono momenti difficili dietro le quinte. Penso che Striscia abbia francamente esagerato”. Parole che non sono piaciute al programma di Canale 5, che ha affidato ad una lettera aperta a Dagospia l’irritazione per una scelta considerata sbagliata.

Striscia la Notizia critica Flavio Insinna a L'Eredità
Flavio Insinna (foto: Facebook @FLAVIOINSINNAFaccialibro)

Flavio Insinna: L’Eredità fa già discutere

Striscia non ha proprio esagerato”, si legge sul sito web. “Basta rivedere il servizio di mercoledì 31 maggio 2017 che dimostra chiaramente le vere ragione dell’ira del conduttore: nulla a che vedere con un comprensibile (anche se non scusabile) ‘sbrocco’ in un momento di stress, piuttosto la rabbia per un ‘taroccamento’ non riuscito del risultato finale del programma”.

“Da sempre – prosegue Striscia – la Rai cerca di far passare quello di Insinna come uno sfogo (magari esagerato) dietro le quinte, ma quello che Striscia ha mostrato è altro: è il taroccamento, l’inganno ai danni dei telespettatori”. “Insinna sapeva di essere un intoccabile in Rai. In studio infatti invitava, con l’arroganza di chi si sente protetto dall’alto, pubblico, maestranze, collaboratori a fare quello che volevano con la Rai”. Antonio Ricci aveva già spiegato le ragioni del suo “accanimento” in un’intervista concessa a Vittorio Zucconi.

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