Striscia la Notizia difende Barbara D’Urso dalle accuse che le sono piombate addosso per le derive trash del Grande Fratello 2018. Il tg satirico di Canale 5 firmato da Antonio Ricci scende in campo in favore del reality. Secondo il programma, ci sarebbe un vero e proprio complotto ai danni della trasmissione condotta da “Carmelita”. Ancora più clamorosa è l’ipotesi sul “mandante” di questa sinistra strategia: sarebbe Alfonso Signorini, direttore di Chi e già opinionista del Grande Fratello Vip.

Striscia la Notizia difende Barbara D’Urso

La fuga degli sponsor dal GF 15, che hanno deciso di ritirare i prodotti dalla Casa a causa dei gravi atti di bullismo andati in onda, sarebbe pilotata. “Più che il Grande Fratello, è il Grande Tranello”, ha tuonato Striscia. A differenza di quanto fatto con L’Isola dei Famosi e Alessia Marcuzzi per il tanto chiacchierato “canna-gate” di Monte e Henger, un servizio di Ficarra e Picone ha “assolto” D’Urso da colpe specifiche.

Le aziende che hanno abbandonato il Grande Fratello, dicono i conduttori, avevano già pubblicizzato altri reality “senza battere ciglio a proposito del canna-gate e degli episodi di omofobia all’Isola, non avevano fatto una piega contro le bestemmie e di fronte all’istigazione al femminicidio al Grande Fratello Vip”.

Barbara d'Urso risponde alle critiche per il Grande Fratello 2018
Barbara d’Urso (foto: Twitter)

Grande Fratello 2018: ascolti e polemiche salgono

“Abbiamo la risposta – hanno detto i due comici siciliani – su chi sono i loschi responsabili di questo parapiglia, gli alti ascolti del GF stanno dando fastidio a molti e ora il cerchio si è chiuso sul capo di una delle bande del complotto: Signorini”. In attesa di repliche dal diretto interessato, Barbara D’Urso ha risposto alle critiche così: “Vengono definiti trash molti dei programmi di maggior successo della tv italiana, anche il web impazzisce per il trash inteso come tv popolare e leggera. Tutti i reality, poi, da sempre sono tanto amati dal pubblico quanto denigrati dalla critica, sia in Italia sia nel mondo”. La querelle è destinata a non finire qui.

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